Pietre d'inciampo 2017

                   
 
Dante Coen nasce ad Ancona il 24 agosto 1910 da una famiglia con quindici figli. Decide dunque di trasferirsi a Milano dove lavora come commerciante e per un certo periodo è proprietario di un
negozio di tessuti insieme alla moglie in via Donatello.
Viene arrestato la mattina del 26 luglio 1944 dalle SS nella sua abitazione di via Plinio 20. Quella mattina in casa ci sono la moglie, Angelina Giustacchini, non di origine ebraica, la figlia minore Ornella di soli 30 giorni e il fratellino Ugo di due anni; altri due fratellini di poco più grandi erano stati mandati a casa degli zii.
Solo Dante viene arrestato e portato dalle SS all’Hotel Regina viene poi rinchiuso nel carcere di San Vittore.
Viene deportato con il convoglio che parte dalla stazione centrale il 2 agosto 1944 e che arriva ad Auschwitz il 6 agosto successivo. Per un terribile paradosso su quel treno c’è anche suo fratello Umberto, arrestato a Torino. Nessuno sa se i due si siano visti in quell’ultimo viaggio.
Dante muore il 4 aprile 1945 nel campo di Buchenwald.
                       
 
Alberto Segre nasce a Milano il 12 dicembre 1899. Avvocato lavora per la ditta di famiglia Segre e Schieppati . Dopo aver perso la moglie, torna a vivere con i genitori e la figlia Liliana, ancora piccola. Dopo l’emanazione delle leggi razziali Liliana è costretta a lasciare la scuola, gli spazi di azione si restringono, gli ebrei vengono gradualmente chiusi in un ghetto invisibile. Dopo l’occupazione dei nazisti la piccola Liliana viene nascosta a casa di amici perché non corra il rischio di essere deportati. Una volta sistemati gli anziani genitori Alberto Segre tenta di scappare in Svizzera insieme alla figlia e ad alcuni amici.
Arrivati al confine vengono rimandati indietro dalla polizia elvetica ed arrestati a Selvetta di Viggiù l’8 dicembre 1943. Portati prima nel carcere di Varese, poi in quello di Como ed infine a San Vittore vengono deportati da via Ferrante Aporti con il convoglio che parte il 30 gennaio 1944.
Alberto muore ad Auschwitz il 27 aprile 1944.
                                 
 
Melchiorre De Giuli nasce a Motta Visconti il 7 febbraio 1906. Prima ancora della marcia su Roma partecipa attivamente all’attività delle squadracce fasciste assaltando cooperative operaie e sedi di giornali socialiste. Nel 1931 si trasferisce a Milano dove fa il lattaio; sempre più deluso dal fascismo si avvicina a «Giustizia e Libertà» tanto che il cognato, anche lui squadrista, lo denuncia.
Viene mandato al confino a Ponza dal 1934 fino al 1938. Tornato a Milano lavora come operaio alla ditta Autelco e la moglie gestisce una latteria proprio sotto casa, in via Milazzo. Nel 1943, dopo l'armistizio, prende contatto con i Gap milanesi e inizia a collaborare con il Gap Mandel, impegnato soprattutto nel reperimento e smistamento di armi. Non è improbabile che fosse proprio la latteria di via Milazzo la sede di raccolta del materiale. I Gap organizzano una grande azione insurrezionale per l’estate del 1944 che però fallisce per varie ragioni, in primo luogo una serie di arresti operati dalla polizia che determinano molte delazioni. Viene smantellata buona parte della rete clandestina e De Giuli viene arrestato con la moglie il 17 agosto nella loro casa di via Milazzo ove vengono trovate armi e radio ricestrasmittenti. Chiusi nel carcere di Legnano sono poi trasferiti a San Vittore e da qui al campo di transito di Bolzano. Il 5 ottobre De Giuli viene separato dalla moglie e deportato al campo di Dachau in Germania over arriva il 9. Viene poi trasferito nel sottocampo di Überlingen ove i deportati dovevano scavare gallerie destinate ad accogliere fabbriche belliche del Reich. Muore per gli stenti il 22 febbraio 1945.
                                     
 
Adele Basevi nasce a Brescia il 7 agosto 1866.
Ben poche sono le notizie che si hanno su di lei. Risulta arrestata a Milano il primo dicembre 1943 dalla polizia italiana. Nella scheda di ingresso al carcere di San Vittore viene segnalata come vedova e nullatenente. Si può dunque immaginare che vivesse sola nella casa di via Vespri Siciliani, nella periferia della città. E’ stata deportata con il convoglio partito il 30 gennaio 1944 da Milano e uccisa all’arrivo, troppo anziana e debole per poter essere di qualche utilità al Reich nazista.
                         
 
Gianluigi Banfi nasce a Milano il 2 aprile 1910. Qui si laurea in architettura nel 1932 e partecipa alla fondazione dello studio "BBPR", insieme con L. Barbiano di Belgioioso, E. Peressutti, Ernesto Nathan Rogers. Insieme a loro costituisce uno studio che è protagonista sulla scena nazionale italiana del rinnovamento dell’architettura impegnandosi per la causa del movimento moderno e dando anche un importante contribuito teorico. Nel 1943 Banfi si iscrive al Partito d'Azione ed è tra i diffusori clandestini di Italia Libera,fino all'8 settembre: dopo l'armistizio tenta invano di organizzare a Chiavari, dove si trovava militare, una resistenza armata contro i Tedeschi. Tornato a Milano, si occupa della stampa clandestina e dell'espatrio verso la Svizzera di gruppi di ebrei e di antifascisti. Proprio la sede dello studio in via dei Chiostri è tante volte sede di incontro delle riunioni del partito. Il 21 marzo 1944 è arrestato insieme a Belgioioso in seguito a una delazione,
sotto l'accusa di spionaggio e complotto, e rinchiuso per tre mesi nel carcere di San Vittore. Da qui viene trasferito fino al 20 luglio al campo di concentramento di Fossoli e poi al Durchgangslager di Bolzano da dove viene poi deportato a Mauthausen ove arriva il 4 agosto. Muore a Gusen, presso Mauthausen, il 10 aprile 1945 a causa degli stenti e dei maltrattamenti subiti.
                       
 
Giuseppe Lenzi è nato a Palaia in provincia di Pisa il 23 dicembre 1880. Lavora all’ufficio studi della società Edison ed entra a far parte della resistenza come collaboratore di Ferruccio Parri.
Viene arrestato il 15 marzo 1944. In quell’occasione il gruppo dirigente milanese del Partito d’azione viene di fatto liquidato. Arrestato viene portato prima all’Hotel Regina, sede delle SS, poi a San Vittore. Da qui viene trasferito a Fossoli, poi deportato a Mauthausen ed infine Gusen dove muore il 21 novembre 1944.
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